RIFLESSIONI SPARSE SUL CALCIO GIOVANILE, CON DAVID DI MICHELE

A cura di Christian Maraniello

Le riflessioni sugli annosi problemi del calcio giovanile italiano proseguono, con un altro importante contributo di un ex calciatore, David Di Michele, che ringrazio, il quale ha raccolto la mia iniziativa con molta partecipazione.

Devo dire che lโ€™entusiasmo con cui ha parlato delle numerose criticitร  del nostro movimento giovanile รจ stato contagioso. Eโ€™ lo stesso impeto di quando, dal nulla, si รจ inventato quella rovesciata psichedelica contro il Milan che ha consentito alla Reggina di salvarsi, nel lontano 2003-2004.

Ad ogni modo, tralasciando le sue vecchie perle tecniche, e restando nel tema che ci occupa, David – come leggerete nel prosieguo – ha approfondito argomenti che a me stanno molto a cuore, come il โ€œrisultatismoโ€ e la follia incontrollata dello โ€œstranierismoโ€, il tutto calibrato dietro allโ€™onda radioattiva del business.

Lo diciamo da tempo, del resto: se il nostro attuale sistema vive piรน di speculazione che di passione, il fallimento (tecnico) sarร  il destino naturale.

Ed รจ proprio il business uno degli argomenti ricorrenti nella anamnesi di David, che tuttavia ci ha anche parlato del suo passato, della sua infanzia, di come cioรจ da bambino non faceva altro che giocare a calcio, cosรฌ sculacciando i ragazzi di oggi, che hanno perso la passione, i sentimenti e la voglia di sacrificarsi.

Eโ€™ stato un vero piacere sentirlo parlare, peraltro anche di cose positive, come del calcio femminile, oppure della sua esperienza nellโ€™under 16 del Frosinone, e di come cerca di migliorare i suoi ragazzi, per farli crescere avvicinandoli al calcio che conta.

Io continuo a pensare che queste semplici riflessioni non diventeranno lettera morta, anche perchรฉ ricordare lโ€™esperienza di giocatori importanti servirร  per le generazioni a venire, sempre che โ€“ ovviamente โ€“ questi ragazzi sappiano cogliere i giusti insegnamenti.

Non cโ€™รจ solo il calcio giocato, fatto di letture difensive, stop, controlli orientati, spaziature, ma anche quello collocato in una dimensione piรน astratta ed empatica, culturale, che abbraccia quindi lโ€™etica ed il rispetto nelle sue forme piรน pure.

Come infatti mi ha detto il talento di Guidonia: โ€œSe il nostro calcio vuole migliorare, deve partire assolutamente da qui: dai giovani, ma anche dalla promozione di una cultura diversa da quella odiernaโ€.

Ed รจ proprio da questi temi che David inizia nelle sue riflessioni.

Intervista a David Di Michele

 

– Caro David, intanto grazie della cortese disponibilitร . Il primo spunto di questa lunga riflessione lo prenderei dalla recente proposta di Giovanni Galli, allโ€™indomani della rissa che ha visto coinvolti i genitori durante una partita della categoria esordienti, cioรจ obbligarli ad โ€œallenamenti pedagogiciโ€, ossia riunioni rieducative con psicologi, dirigenti sportivi e pedagogisti, su come ci si comporta nel mondo del calcio, anche sugli spalti. Cosa ne pensi?

Andare a vedere i propri figli giocare e comportarsi in quel modo รจ una sconfitta per gli stessi genitori.
Detto questo, lโ€™iniziativa di Giovanni รจ molto intelligente, perchรฉ รจ arrivato davvero il momento di far capire ai genitori che il calcio รจ divertimento e passione, senza dimenticare che dentro di esso ci sono le emozioni, la voglia di vincere, il rispetto.
Ho avuto Giovanni come Direttore Sportivo in passato: รจ una persona di valori umani importanti e quindi non mi sorprende che questa iniziativa sia arrivata da lui, ma ripeto รจ una idea molto bella, ed allo stesso tempo molto difficile, perchรฉ non tutti accetteranno questa situazione, perรฒ se avrร  un seguito sarร  una lezione per tutti.

– Pensi che quindi questa idea possa essere un primo passo verso la promozione della cultura e del rispetto nel mondo del calcio, specie a livello giovanile, e che quindi debba coinvolgere tutte le realtร  sportive, magari su input federale?

Io penso che tutte le societร  debbano avere questo tipo di modello, anche se ci vuole molta forza per attuarlo. Resta comunque un segnale importante che non va sottaciuto e neppure dimenticato, per cui รจ anche questo un bel modo per discuterne, e ti ringrazio.
Sai, il calcio giovanile sta prendendo una brutta piega e spesso รจ anche colpa degli stessi genitori, che chiedono giร  lโ€™intervento di procuratori quando i propri figli hanno solo 7, 8, 9 anni, e spostano i ragazzi da una societร  allโ€™altra senza alcun criterio.
Quanto agli input federali, sono dโ€™accordo con te. Se anche in Federazione si cominciasse ad inserire delle piccole regole che, piano piano, vanno a migliorare, o quantomeno a limare certe storture, penso che sia un vantaggio per tutti, soprattutto a livello culturale, perchรฉ siamo molto indietro, e dalle altri parti queste cose non succedono.
Se il nostro calcio vuole migliorare, deve partire assolutamente da qui: dai giovani, ma anche dalla promozione di una cultura diversa da quella odierna.
Ti dico la veritร , a me fa piacere che riviste come la vostra siano molto attente a queste situazioni.

– Durante la tua carriera da allenatore, hai avuto anche tu problemi di questo tipo?

Per il momento no, e penso sia una gran fortuna e quindi spero non mi capitino mai, perchรฉ non saprei come comportarmi sul momento. Probabilmente la prima cosa che farei รจ fermare la partita, e portare i bambini negli spogliatoi, per non fare vedere loro quello che succede sugli spalti.

– La rivista sta sensibilizzando moltissimo i talenti che intervistiamo su questi valori fondanti, e devo dire che molti di essi dimostrano sensibilitร  al riguardo (abbiamo iniziato con Gabriele Corbo classe 2000 del Bologna e dellโ€™under 19 italiana, poi con Alessandro Russo del 2001, sempre dellโ€™under 19 azzurra, sino a passare per Mazza, 2000 del Bologna, Bellodi 2000 del Milan e della nazionale under 19, Gasparini del 2002 e della nazionale under 17, ed altri).
Pensi che questa piccola voce possa aiutare a far crescere questi valori nel calcio, partendo proprio dai giovani, oppure credi sia una chimera?

Si, ho letto qualche intervista e vi faccio i complimenti, perchรฉ sono ben strutturate e mai banali. Poi certo, quando leggi di ragazzi del 2000 o del 2001 intervenire su argomenti cosรฌ delicati, non puรฒ che essere positivo per tutto il sistema, anche perchรจ queste voci vanno a formare una catena, e rimbombano in maniera molto roboante.
Io penso che questa vostra iniziativa debba essere portata avanti con continuitร , anche perchรฉ coinvolgendo questi ragazzi su argomenti cosรฌ difficili poi capiscono che non cโ€™รจ solo il calcio giocato, che resta chiaramente il piรน importante, ma non รจ il solo e se loro interagiscono con sensibilitร  sono a metร  dellโ€™opera.
Quindi, complimenti ancora.

– Ne ho anche parlato con Dino Baggio e Antonio Cabrini di questi aspetti, ed anche loro mi hanno confermato che con i ragazzi bisogna parlare piรน spesso anche di rispetto e di etica.

Sono convinto che sia molto piรน importante parlare con i ragazzi di etica e di rispetto, piuttosto che di calcio giocato, di tattica e di tecnica.
I ragazzi, come sottolineate spesso, stanno perdendo i valori dello sport, e le colpe sono da attribuirsi un poโ€™ a tutti i livelli: dagli stessi ragazzi, sino ad arrivare ai genitori, al sistema calcio in generale, e poi i social media.
I ragazzi devono capire che comunque il calcio, quello vero, รจ fatto di sacrificio e rinunce, e purtroppo non hanno nessuno che spiega loro questi aspetti, per cui anche noi allenatori, oppure ex giocatori, dobbiamo metterci piรน impegno.
Io ti posso dire che ai miei giocatori (alleno gli under 16) parlo spesso di come ho affrontato il mondo del calcio da ragazzino, alle cose rinunciate, ai sacrifici, a come bisogna affrontare questo mondo.

– Il 24 maggio in Vaticano si รจ tenuto un evento dal titolo โ€œIl calcio che amiamoโ€, organizzato dalla Gazzetta dello Sport con la Santa Sede. Tra i tanti passaggi piรน emozionanti del Pontefice, vi sono questi: โ€œLa felicitร  รจ dare un pallone a un bambino per giocare (โ€ฆ), dietro a una palla che rotola cโ€™รจ quasi sempre un ragazzo con i suoi sogni e le sue aspirazioni (โ€ฆ). Spesso si sente dire anche che il calcio non รจ piรน un gioco: purtroppo assistiamo, anche nel calcio giovanile, a fenomeni che macchiano la sua bellezza. Ad esempio, si vedono certi genitori che si trasformano in tifosi-ultras. Il calcio รจ un gioco, e tale deve rimanere (โ€ฆ). Si rincorre un sogno, senza perรฒ diventare per forza un campione. รˆ un diritto non diventare un campioneโ€. Ecco, riflettendo un attimo davanti a queste parole significative, credi che il calcio stia davvero perdendo la magรฌa che aveva nella nostra infanzia?

Si cโ€™ero anche io e la mia squadra a quellโ€™evento, ed รจ stato emozionante ascoltare le parole del Papa.
Il Santo Padre ha detto delle parole verissime: i bambini non giocano piรน per strada. Io mi ricordo che giocavo a pallone sempre, tutti i giorni, al campetto, sulla strada, insomma dove capitava.
Eโ€™ anche vero che noi avevamo poche distrazioni rispetto ad oggi, perรฒ questo a me sembra piรน un alibi che altro. I ragazzi oggi stanno tutto il tempo a giocare alla playstation, oppure su instagram, su facebook, e quindi stanno perdendo di vista i veri valori del calcio, quali la passione, il divertimento.
Per noi il pallone era un modo di aggregazione, di comunitร , di amicizia.
Ecco la vera differenza: quando noi vedevamo un pallone si scappava a giocare, mentre invece oggi i ragazzi tra la playstation ed una partita a calcio preferiscono la play. Eโ€™ pazzesco.
Chiaramente cโ€™รจ anche un problema del settore giovanile in sรฉ: non si insegna piรน quali sono le cose giuste e concrete del calcio, come la tecnica, il palleggio, il passaggio a muro, lo stop, ecc. Agli allenatori di oggi interessa solo il risultato, perchรฉ lโ€™insegnamento รจ passato forse addirittura in quarto piano.
Questo poi determina storture che poi anche la vostra rivista spesso mette in rilievo, come il fatto che le societร  prendono ragazzini o bambini giร  formati fisicamente, a discapito dai giocatori piccolini ed esili (ma tecnicamente migliori). E tutto per cosa? Vincere ad ogni costo.

– Mi stai rubando le domande! Sono cose che mi fanno impazzire, ma ne parliamo dopo.
Abbiamo detto che il calcio รจ legatissimo al business, ed i ragazzi, in etร  ancora adolescenziale โ€“ complice anche il ruolo incontrollato dei social media โ€“ tendono a comportarsi come fossero dei professionisti. Da uomo di calcio e di sport in generale, trovi che i giovani calciatori di oggi siano cambiati rispetto alla tua epoca?

Ma guarda รจ semplice. Io quando andavo ad allenarmi salutavo tutti. Massimo rispetto verso tutte le persone che, innanzitutto, erano piรน grandi, ma che poi facevano parte della societร . Cโ€™era poi il rispetto dei ruoli.
Il rapporto con lโ€™allenatore era un rapporto serio, non come oggi, che ti mandano il messaggino, o ti chiamano.
Il rapporto che cโ€™รจ adesso รจ diverso. Se ti salutano devi ringraziare il padreterno, e se gli dai un consiglio tecnico (esempio, se in quel frangente ti sei messo male con il corpo) ti dicono โ€œsi ok va beneโ€ come se non stessero ascoltando, e difatti poi rifanno gli stessi errori, quindi la situazione รจ particolare, veramente difficile da gestire, perchรฉ noi siamo cresciuti con una mentalitร  totalmente diversa.
Per esempio, quando ero ancora piccolo, alla fine degli allenamenti, dovevo raccogliere tutto il materiale, ed anzi non era proprio una imposizione, perchรฉ a me faceva piacere, mentre adesso non lo fanno. Per fortuna al Frosinone queste cose non capitano, ma resta comunque un problema di rispetto.
Adesso tutti si credono Ronaldo e Messi, ma non sanno che questi due fuoriclasse sono molto umili, ed hanno valori umani importanti.

– Ti segnalo che sulla Gazzetta dello Sport del 24.6.2019 รจ stata pubblicata una interessante intervista alla Panico, CT della nazionale under 15, la quale sostiene che โ€œcon i ragazzi si lavora bene, sono disponibili al sacrificio (โ€ฆ). Educare i valori sportivi dei giovani di oggi significa avere dei calciatori pronti in futuro, sotto lโ€™aspetto calcistico e del comportamentoโ€. Ti ritrovi in queste parole?

Mi ritrovo nettamente in queste parole, perรฒ vorrei dire una cosa, e cioรจ che bisognerebbe fare queste interviste piรน spesso, ed oltretutto non solo a livello di nazionale, ma anche di club!

– Lo dici a me? Non sai quante volte chiedo alle varie societร  di poter intervistare dirigenti delle giovanili su queste tematiche, oppure gli stessi ragazzi, ma cโ€™รจ poca collaborazione!

Ma guarda, posso anche immaginare. Penso che debba venire naturale da parte di tutti, anche noi allenatori, perchรฉ queste voci sono importanti, come spesso dite voi, e come abbiamo discusso poco fa.
Se vogliamo davvero cambiare questo sistema giovanile bisogna cominciare anche da qui. Da queste riflessioni.
I ragazzini di 14 anni cosa sanno del mondo del calcio? Nulla. Niente. Zero.
Ed i ragazzi non devono avere come maestri i social media o i procuratori, ma noi allenatori, formatori, insegnanti di calcio ma anche di vita, fuori dal campo.
Senza contare che poi la maggior parte delle volte prendono esempi sbagliatissimi, di calciatori famosi, con gli orologi dโ€™oro, le auto sportive, le stupidate che fanno in giro. Non vanno a vedere gli esempi positivi, come Roby Baggio che si sacrificava, lottava dopo gli infortuni.
Ecco perchรฉ auspico maggiore disponibilitร  comunicativa da parte di tutti gli addetti ai lavori, e quindi da noi allenatori, e delle societร  in generale, cosรฌ da poter esprimere le nostre idee alle riviste come la vostra, sempre attentissime alla valorizzazione del calcio giovanile italiano, ed alla sensibilizzazione verso tematiche poco dibattute.
Non so, forse sono tematiche scomode? A me fa piacere parlarne, ed anzi ne approfitto per ringraziarti di avermi dato questa opportunitร .

– Penso proprio di si, perchรฉ scomode. Hai centrato il punto. O uno dei punti.
Ma torniamo allora un attimo alla questione stranieri.
Ci sono tanti addetti ai lavori che sculacciano il calcio italiano: recentemente il CT Roberto Mancini, ha dichiarato: โ€œdispiace vedere molti giocatori italiani in panchina. Spero sempre che gli italiani giochino, sono convinto che molti di quelli che sono in panchina sono molto piรน bravi degli stranieri che sono in campoโ€.
Oppure Vincenzo Dโ€™Amico, in una intervista del 19.2.2019 (qui il link: https://gazzettaregionale.it/notizie/d-amico-giovanili-troppi-stranieri-e-su-lotito): โ€œBasta fare un piccolo esperimento. Leggere le formazioni delle squadre Primavera o dellโ€™Under 17. Quanti stranieri troviamo? Tanti. E sai perchรฉ? Perchรฉ cโ€™รจ maggiore margine di guadagno. Un calciatore che viene dallโ€™estero, anche se non rende al massimo, rimane unโ€™ottima pedina di scambio. Eโ€™ piรน difficile crescere un italianoโ€.

Io penso che il problema degli stranieri, nel calcio giovanile italiano, sia clamoroso. Se non escono talenti รจ anche per colpa di questo sistema allo sbando, che permette lโ€™arrivo incontrollato di ragazzini da ogni parte del mondo.
Gli stranieri costano poco e sono piรน appetibili.
Le societร  devono avere piรน coraggio e lo si dice sempre ma nessuno fa mai niente, quindi si fa fatica a tornare come un tempo.
Non รจ possibile vedere delle rose di alcune โ€œprimavereโ€ cosรฌ piene di stranieri, anche piรน della metร , per cui i ragazzi italiani sono molto penalizzati.
Questo aspetto รจ molto negativo per il calcio italiano perchรฉ cosรฌ facendo sembra quasi che non si crede tanto nel nostro bacino, ma il nostro movimento รจ importante, e lo รจ sempre stato.
Purtroppo non abbiamo il coraggio di farli giocare, perchรฉ siamo alla preistoria, abbiamo la cultura del risultato, ad ogni livello, anche sin da bambini.
Ma quando cominceremo a fare qualcosa? Bisogna muoversi alla svelta, perchรฉ qua stiamo degenerando.

– Esattamente. Tra lโ€™altro questa โ€œpraticaโ€ ci porta diritti ad uno dei maggiori problemi legato agli stranieri, e che hai giร  tirato fuori, ossia il trip del โ€œrisultatismoโ€. Si sviluppano rose giร  a partire dagli under 9 o 10 dove la fisicitร  la fa da padrone, creando evidenti storture nei campionati, perchรฉ a questa etร  la societร  X che mette in campo bambini o ragazzini possenti e sviluppati (specie se provenienti da altri continenti) diventa imbattibile. Cosa ne pensi?

Lo sottolineavamo prima: fin da piccoli viene inculcata la follia del risultatismo, della vittoria ad ogni costo, ed รจ la realtร , nuda e cruda.
Cโ€™รจ poco da fare, sono necessarie delle regole, delle riforme strutturali, come quelle di mettere delle norme che obbligano le societร  a prendere al massimo 4 stranieri, cosรฌ anche le squadre sono livellate. Un poโ€™ come si faceva una volta in serie A: cโ€™erano tre stranieri, o quattro. Ecco, lo dovremmo fare anche nel settore giovanile.
Penso che sia un segnale importante.
Cioรจ, non รจ possibile che molte societร  vadano alla ricerca di bambini, allโ€™estero, e li facciano arrivare qua. Incredibile davvero.
Il calcio non รจ solo vincere, ma collaborazione, rispetto degli avversari, valori, e quindi quando non ci sono piรน queste cose cโ€™รจ poco di cui lamentarsi. Il sistema ha perso.
Ci vuole un taglio netto. Radicale.

Credi che le seconde squadre possano aiutare?
Te lo chiedo, perchรฉ poi questo flusso continuo di stranieri castra un intero movimento come il nostro, che secondo me รจ allโ€™avanguardia del calcio mondiale, perchรฉ costringi i ragazzi a trasferirsi allโ€™estero, per giocare, giร  a 16 anni: ne sono esempio Cudrig (2002) che รจ andato in Belgio, Pellegri in Francia e Scamacca in Olanda.

Guarda, alla mia epoca nessuno andava a giocare allโ€™estero, come i talenti che mi hai citato. Nessuno.
Sulle seconde squadre sono dโ€™accordo. Se fatte in funzione di questa idea di non perdere i nostri ragazzi, certamente possono aiutare.
Si potrebbe anche pensare di fare un campionato solo per le seconde squadre; oltretutto diverrebbero un ottimo bacino per le societร  stesse, che cosรฌ avrebbero la possibilitร  di capire su chi puntare.
Io penso che aiuterebbe perรฒ anche tutto il sistema nazionale.

– Parliamo di calcio giocato: tutte le nostre rappresentative nazionali, dalla under 21, passando per la under 20 (mondiali), e sino ad arrivare alla 19 e 17 si sono ufficialmente qualificate alle fasi finali degli Europei e mondiali. Ad esempio lโ€™under 17 รจ arrivata ancora in finale allโ€™Europeo perdendo ancora contro lโ€™Olanda. Lโ€™under 20 ha fatto un ottimo mondiale, arrivando quarta.
Molti di questi ragazzi li abbiamo schedati, ed anche conosciuti con delle interessanti chiacchierate pubblicate sulla rivista.
A mio avviso รจ un grande traguardo per il nostro calcio. Ci puoi dare un tuo parere al riguardo?

Non cโ€™รจ alcun dubbio che la Federazione stia lavorando bene, nonostante le numerose difficoltร  del sistema, e quindi รจ giusto sottolineare anche i meriti.
Ho visto la conferenza stampa di Di Biagio e ti dico che รจ stato brutto sentire dire dai giornalisti che al di lร  di tutto โ€œnon abbiamo vintoโ€.
Io credo invece che Di Biagio ha ridato โ€œverveโ€ alla nazionale under 21, dopo anni di anonimato. Non dimentichiamoci che in questo Europeo cโ€™erano della nazionali fortissime, come la Germania, il Belgio, la Francia, la Spagna (che abbiamo battuto) che oltre ad essere piรน avanti rispetto a noi come mentalitร  culturale giovanile, sono Paesi che non si fanno problemi a puntare sui giovani, anche tra i professionisti.
Non sono dโ€™accordo quindi con chi parla di โ€œfallimentoโ€ dellโ€™under 21. Io mi sono divertito, ho visto anche delle bel gioco, buone trame, idee, come approccio insomma.
Ci stiamo riavvicinando, quantomeno a livello tecnico.

Ci parli della tua esperienza al Frosinone? Ed in particolare se puoi raccontarci lโ€™annata appena terminata con lโ€™under 16.

Lโ€™annata รจ stata importante, bella e devo dire anche inaspettata, perchรฉ questo gruppo non lo conoscevo quando sono arrivato.
Abbiamo ottenuto risultati importanti attraverso un gioco interessante, e devo ammettere che ci siamo confrontati anche con squadre piรน forti, come Roma, Napoli, Benevento (che questโ€™anno aveva una squadra veramente di grande livello) senza fare brutte figure, anzi, nessuno ci ha messo sotto.
Ti dico che lโ€™arrivo ai play off รจ stato un traguardo per me fantastico, e oltretutto siamo usciti contro una squadra molto organizzata e forte, come lโ€™Empoli, che con noi ha vinto solo al 93esimo, andando poi a vincere il campionato nazionale.
Lโ€™Empoli ha segnato a tutti 4 gol, mentre contro di noi ha vinto solo allโ€™ultimo secondo, e per me questo รจ stato un grande merito dei miei ragazzi.
Ma del resto quando si lavora bene, con serietร , collaborazione, voglia e fame si fa sempre tanta strada.

Che allenatore sei?

Io sono un allenatore a cui piace lavorare sul campo. Poi quando siamo fuori si puรฒ anche ridere, scherzare, ma dentro il rettangolo di gioco si lavora. Punto.
Dopo aver portato sul campo la mia passione, cerco di trasmetterla anche ai miei ragazzi, e questo penso sia importante non solo per me – che comunque cresco con loro e mi miglioro come tecnico – ma anche per la societร , che mi ha dimostrato tanta stima, e devo ringraziarli perchรฉ mi hanno dato questa grande opportunitร .
In particolare ringrazio il Direttore Salvini che quando abbiamo avuto il colloquio mi ha fatto unโ€™ottima impressione, e non smette mai di darmi consigli.
A me pare sia contento del mio lavoro e questo mi gratifica.
I ragazzi mi seguono, e questo aiuta tanto, non cโ€™รจ dubbio. Ma bisogna sempre migliorare. Tutti.
Poi sai quando cโ€™รจ da bacchettare non mi tiro mai indietro, uso il bastone e la carota.
Speriamo che questโ€™anno con lโ€™under 17 miglioreremo ancora, ma sono sicuro che faremo bene, visto che poi i ragazzi sono ad un anno dalla Primavera, e poi chissร : a 17 anni cominciano a proiettarsi nel calcio che conta, ed in prima squadra cโ€™รจ Alessandro Nesta che non ha paura di fare giocare i giovani, quindi puรฒ pescare anche da noi.
Il nostro รจ un grande gruppo, con tanti ragazzi interessanti, anche se ovviamente non faccio nomi per non fare torto a nessuno, ma sono contento di loro.
Spero che questo rapporto si vada a consolidare ancora di piรน.

– A proposito di risultatismo, stranieri e fisicitร , secondo la tua esperienza come coach a livello giovanile, pensi che il concetto di associativitร  possa essere in antitesi con lo sviluppo della tecnica di base, anche individuale?

Io lavoro tantissimo sulla tecnica, perchรฉ questa va sempre migliorata, ad ogni etร , ma devo dire che lavoro anche con la tattica.
Attenzione perรฒ che purtroppo mi sto accorgendo che ci sono ancora ragazzi che non sanno posizionarsi con il corpo, perchรฉ nessuno insegna loro, da bambini, lโ€™ABC del calcio. Vedo che ad esempio ci sono ragazzi che non sanno leggere le varie situazioni di gioco, come โ€œpalla coperta – palla scopertaโ€, e per come la vedo io รจ una cosa grave.
Per cui si lavora tanto su questi aspetti, ed io ci tengo molto, perchรฉ li voglio aiutare a migliorare.

– Cโ€™รจ qualche talento delle giovanili che ti sta impressionando particolarmente?

Ed inoltre Ti chiederei chi, secondo te, della nuova generazione (diciamo a partire dalle promesse della classe 2001, 2002, 2003, 2004) sta emergendo. Ci puoi dare alcuni nominativi e soprattutto qualche dettaglio tecnico?
Ce ne sono tanti, ma uno che mi sta impressionando รจ Pagano, della Roma. Eโ€™ un 2004. Ha la testa da giocatore giร  fatto, nonostante abbia solo 15 anni.

– Parliamo di calcio femminile: Ti chiediamo innanzitutto a che punto รจ il nostro calcio e se credi che per migliorare la visibilitร  sia ormai necessario passare al regime professionistico, come paventato recentemente da Gravina, o se invece paventi anche riforme strutturali.

Il calcio femminile sta avendo una evoluzione importante, e la prova รจ certamente lo share ai recenti mondiali. Cโ€™รจ tanto entusiasmo intorno a questo movimento, e quindi penso che le ragazze stiano facendo molto bene, anche perchรฉ รจ tutto merito loro e della Federazione (oltre che dei vari club che stanno puntando molto).

– Ti chiederei anche quali sono dal punto di vista tecnico le reali differenze con il calcio maschile. Te lo chiedo perchรฉ io una idea me la sono fatta, perรฒ devo dire che guardando questi mondiali โ€“ al di lร  delle ovvie differenze agonistiche (intensitร  di gioco, e fisicitร ) โ€“ non mi pare che le differenze siano cosรฌ marcate.
In realtร  Antonio Cabrini (intervista in corso di pubblicazione) mi ha detto che sono due sport totalmente diversi. Credi sia effettivamente cosรฌ?

Certamente non รจ il calcio della serie A maschile, perchรฉ i ritmi sono diversi, ma non possiamo dire che le ragazze non ci mettano il cuore, lโ€™anima e la passione, e quindi sotto questi aspetti non cambia nulla tra uomo e donna: รจ calcio.
Ho visto diverse partite al mondiale e mi sono divertito. Molte ragazze hanno una tecnica importante, come ad esempio la colombiana (non ricordo il nome) che fa sempre la stessa finta ma non la prende mai nessuno

Grazie David.

Grazie a voi. Un saluto ed un abbraccio a tutti.

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